
Grandi sono quei consigli
di madri e padri
che si tramandano
che si raccontano
che c’insegnano

Coltiviamo campi
a volte aridi
a volte floridi
tra azioni e pensieri

Perché dentro di noi
innate sono quelle voglie
pasticciate dal fluire
dell’istante

Ricerchiamo
tutto ciò che nobilita
il nostro animo
la nostra vita
tra permessi
e richieste
più o meno fattibili

Troviamo il paradiso
dopo aver passato
cascate di ingranaggi
tra l’inferno
e il purgatorio
tra il silenzio
e il delirio
ma sempre con dignità

Coltivazioni fattibili
di coraggiosi bastimenti vitali
sempre all’erta
per non arenarsi
o peggio ancora
miseramente naufragare
in una mortificante avidità
senza via di scampo.

L’incomprensione
che ostacola ogni passo
La diffidenza
che gela ogni slancio
L’intolleranza
che nega ogni parola

L’ingiustizia
di cui soffriamo
La carità
che invochiamo
La libertà
alla quale aneliamo

La superbia
che ci rode l’anima
Il vizio
che ci morde le carni
La miseria
che ci prende alla gola

La pazienza
che ci manca
La speranza
che muore
La vita
che passa

La salute
che s’affievolisce
La sofferenza
di tutti
Il dolore
che dilaga sulla terra

La disperazione
che ci assale ogni sera
Perché la prepotenza
non vinca la giustizia
Perché l’odio
non inaridisca l’eclisse

Perché il male
non avveleni il bene
Perché l’umanità
non si sommerga nella vergogna
Essere immortale
io ti chiedo
di restare con noi

Noi siamo anime
sperdute sulla terra
che camminiamo
nella notte paurosa
che s’avanza sul mondo

§
caro
2009
di merda
puoi anche
scivolare via
grazie
§§


Dentro di noi
ai nostri pensieri
al nostro cuore
alla nostra anima
Deve esserci spazio
per tutti
anche per loro
Possono mancare
i soldi
il lavoro
il cibo
un letto
e la salute
Ma la dignità
non deve mai mancare
fino all’ultimo respiro
del respiro di ogni destino
Non è retorica
né falsità
non è virtualità
ma tangibilità
I loro occhi
stanno intersecando i tuoi
con eloquenza
Leggi cosa hanno da dirti
e comprenderai
che c’è spazio per tutti
Meritevole sarebbe
un augurio sincero
di Buon Natale
a tutte le anime
sottoforma di ogni forma
purchè vera
ma non solo a Natale
Io sono con voi Anime

Dicembre
è un’ampolla distillata
di profumi del passato
che appagano
le mie memorie
in gocce calibrate
Muschio
pini
terra
pandori
e neve
ma non solo
Dicembre
è una dispensa di sapori
misurati
e selettivi

Profumi
e sapori
si mescolano
nell’attesa dell’evento
Affollano case
e tavole
di chi può godere
di questi momenti intimi
graffiati alla quotidianità
Di chi non può godere
e dei sogni
ne fa un regalo
senza prezzo

Atmosfere stregate
prima che l’anno scivoli via
nell’archivio della vita
Ogni cuore
ogni anima
ogni testa
si lasciano trasportare
nell’incarnazione
del momento
prima di tornare
alla solita vita

Noi invecchiamo
e il nuovo anno
invecchia con noi
Ma il profumo
ed il sapore di Natale
torneranno puntuali
in esclusiva per i neonati
che intrepidi aspetteranno
l’arrivo di un vecchio
con la sua solita slitta
la sua solita renna
la sua solita barba biancastra
la sua solita panciona
le sue solite rughe
ed il suo solito sacco
colmo di sorprese imprevedibili
Buon Natale
a tutte le anime
dell'universo.


Che indisciplinate
hanno reazioni così lucide
verso l’odio di se stesse

Come esseri umani
bruciano attraverso fiamme
irritanti e costantemente bulicanti
Eppure sono così speciose
e accattivanti
morbosamente vaganti
tra corpi eretti nell’oblio
e così convenzionalmente mortali

Sono ceneri fredde
le proprie ceneri fredde
che lasciano basiti
i comuni esseri umani
corruscati da pseudo pensieri innocenti
fomentati dagli orrori
che propugnano all’inverosimile

Dubbiose diventano
le presunzioni di anime umane
circa le consapevoli circostanze
di una vanagloria di eroismo
per Sante e Profane cause morali
Che spingono l’umanità
nel tentativo di evolversi
in errori antropici
nonché impietosi

Le presunzioni
di anime umane
che proseguono in oblique
compostezze
indisciplinate
ma soprattutto dribblate
danno un senso sano
su tutte le teste bacate
di questo mondo.


Abbiamo attraversato
un mare di fango
ma non siamo mai affogati
perché
Quando le tue gambe sono stanche
io cammino per te
Quando le tue braccia cedono
io le alzo per te
Quando nessuno ti aspetta
io sono li per te
Se l’anima è giù
smarrita in anfratti plumbei
sappi che il mio cuore
batte per te
Se il vuoto non può colmare
la stanza del pensiero
io lesta la colmo
per te
Posso essere il sole
che squarcia il momento scuro
per chiarire ogni cupa confusione
Nella fiducia puoi riporre
ogni grande tenerezza
che soffia dal respiro
di un petto indomato
Se le pene
attanagliano la tua esistenza
con premura chiamami al tuo fianco
e ti porgerò
il mio umile sostegno
La vita diventa vita
quando risali il fiume di fango .....


Spesso si dice
o si sente dire
“è da tanto che non parliamo”

Ti sei mai sentito dire
siediti ti va?
o hai mai detto
siediti ti va?

A volte la gente
DIMENTICA
quanto sia fondamentale
condividere
parlare
scambiare pensieri ed opinioni
senza omissioni
di colpe annesse

Spesso lo si faceva
o prima di un eclisse totale
buio e disperso
o prima di tempi
presumibilmente persi per strada

La gente lo faceva e lo fa
solo quando riesce realmente
a guardare l’altro negli occhi
fino a raggiungere
il punto di partenza dell’anima

Ma chi lascia morire questa necessità
più che umana
vuol dire che si è perso
nel baratro della menzogna

Fin qui molti e fin troppi
scivolano lentamente
pensando che sia il vero
e disperato bisogno
per ritrovare emozioni complici
sporcate dall’inganno
campato in aria

Chi si cela dietro alle ombre
chi si muove dietro le falsità
non può sedersi a parlare
incrociando lo sguardo
ma bensì evitandolo

Le fughe dal logorio
affamato di vita
sono storie senza entusiasmo
che non hanno voglia
di esser ascoltate

L’ego ferito dall’apatia
di gesti e parole pure
convergono a discorsi stanchi

Prova a sederti
e a parlare
nella sincerità più assoluta
senza astio nella voce
senza odio nei pensieri
e il tempo saprà perdonarti.


Trovo pace
nell’ombra dei pensieri
maestosi ed antichi
riverberi di ricordi
che isolano i frastuoni
di oasi invisibili
in quei deserti roventi
di una mente glaciale

Lo sguardo
va oltre
accecato
dal buio più lucente

Insofferenti pigli
stanchi di non cercare
in quel niente
dove sempre dimora il nulla

Ostentata saggezza
non può trattenere
l’intelligenza eterna
che adesso vaga
nel silenzio immortale

La solitudine s’illumina
accompagnata
dall’ombra invisibile
seduta su una scomoda pietra
immersa nel passato
e confortata
dal presente perplesso

Interrogarsi è andare più in là
è non trovare risposte
nelle domande senza senso
Così non resta
che continuare a camminare
nell’ombra invisibile
dove tutto è visibile
ed incommensurabile

Un sussurro pacato
fa tremare il sorriso
impregnandone il vigore

Se i tuoi occhi
non vedono oltre l’invisibile
di cecità camperanno
negli stenti più bui della vita.


Tra le onde del cuore
che s’infrangono sugli scogli
delle costole

Assordante è il silenzio
di una mancanza
d’affetto e di cortesia

Gesto proteso
da mani che possono
se solo vogliono

Il suono del silenzio
ha un rumore particolare
che segna partiture della sorte

Il rumore del silenzio
non degna di sorte
nasce da condanne
già dalla gestazione

Il silenzio ascolta
la furiosa rabbia
di anime che annegano
affamate di gioie e dolori

La speranza è salmastra
io adoro il sale
che condisce il mio riflesso
che arde impetuoso
fino a non far respirare.
