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Eccomi

Utente: Aenima1
Nome: Aenima 1
Una donna che rinasce ogni giorno...

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L'anima e Il Cuore
Ci sono fili invisibili che non li puoi spezzare
perché hanno unito il corpo e lo spirito di esistenze uniche
Mariaelena Animareale
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Inside and Outside
Io Anima Femmina Donna Animale
fondo il sacro con il profano. Questa è la mia vita
Aenima
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Chi Sono?
IO
semplicemente
IO
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bom bom bom … Heartbeat
il ritmo
più magico
che ci sia
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e naturalmente
TUTTO
il resto
del MONDO
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oltre a questo mondo
infinitamente
roteante
a 360°
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nel pieno della percezione
del bene
e
del male
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EternamentE con
Dolore
e
Felicità
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ascolterò contemplerò
Il silenzio
e
Il rumore
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nata sotto
il segno
dello
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giovedì, 31 gennaio 2008
Infiniti MODI di vivere



Nella foto (scattata da Raghubir Singh nel 1972),
l'eremita Swami Shardanand si appresta
a fare meditazione in pieno inverno, alla sorgente
del Gange, sul ghiacciaio Gangotri (3810 m).

Certe cose per noi sono assolutamente impensabili
e fuori da qualsiasi logica e razionalità.

Ma esistono infiniti modi di vivere e quello
che stiamo facendo ora non è detto che sia
il migliore o quello più corretto per noi, intendo
per questa nostra ultima reincarnazione terrena...


Ænima2

Postato da: Aenima2 a 13:09 | link | commenti (42)

mercoledì, 30 gennaio 2008
Il Passato - il Silenzio - il Mutamento

IL PASSATO

Devi osservare dentro di te qual è il legame che ti unisce al passato, e perché continui a mantenerlo. Devi guardare dentro di te stesso e analizzare ogni cosa, devi vedere perché continui ad aggrapparti al passato. E quando te ne sarai staccato, avrai in mano un immenso potenziale di crescita. E sarai sano nella mente e nell’anima, sentirai nuovo sangue e nuova linfa scorrere nelle tue vene. E il piacere della crescita è immenso. Essere bloccati è una delle sensazioni più orribili. Fai sempre ciò che senti dentro.

 

IL SILENZIO

 Tu sei solo un lago silenzioso, e in quel lago silenzioso sorge la tua spiritualità. E’ la natura, nella sua purezza, nel suo splendore, nella sua beatitudine. In un certo senso, all’inizio ti sentirai povero. Ma questa povertà ha un enorme valore, perché solo da essa nascono la tua ricchezza, la tua fioritura, la tua estasi naturale.Se ti siedi in silenzio ad ascoltare la tua mente, scoprirai moltissime voci.

IL MUTAMENTO

Non occorre cambiare il mondo. Cambia semplicemente te stesso e avrai cambiato il mondo intero, perché tu ne fai parte. Se anche un solo essere umano cambia, il suo mutamento si irradierà in migliaia e migliaia di altre persone

 Placebo - Protect me from what I want

 

Postato da: Aenima1 a 22:13 | link | commenti (21)

martedì, 29 gennaio 2008
NON REPRIMERE

Una volta, due monaci, Tarzan e Ekido, stavano attraversando un torrente quando scorsero una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta che cercava, senza riuscirci, di fare altrettanto.

Tarzan, senza pensarci, la prese in braccio e la portò dall'altra parte. Ekido non disse nulla finchè quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte.

Allora non poté più trattenersi. "Noi monaci non avviciniamo donne" disse Tarzan "e meno che meno quelle giovani e carine. E' pericoloso. Perchè l'hai fatto?". Lo rimproverò.

"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù sulla riva" disse Tarzan.

"Tu invece la stai ancora portando con te".

Impara ad affrontare le tentazioni e i desideri, non reprimerli e vai incontro a essi con apertura e spirito compassionevole, solo così potrai affrontarli.

The Cure - Lament

Postato da: Aenima1 a 22:26 | link | commenti (28)

CORAGGIO E PAURA

 Il coraggio è .... la paura che ha detto le sue preghiere

Ci si chiede se sia possibile per noi renderci conto del coraggio presente nel nostro animo senza prima aver compreso la portata della nostra spiritualità. Sappiamo dimostrarci temerari, affrontare i rischi e addirittura andare in prima linea.

 MA sappiamo come passare attraverso i fuochi della nostra paura, andare fino in fondo alla nostra anima e trovare il coraggio che si trova là?

 Riusciamo ad avere il coraggio di affrontare la vita di tutti i giorni?

Siamo capaci di ammettere un errore e non abbandonarci al lusso dell'autoflagellazione?

E a essere onesti con le persone che eclissiamo senza nascondere che la nostra vera personalità eclissa qualcosa di più bello?

Ce la faremo a riportare al macellaio il taglio di carne guasta che ci ha venduto o ci limiteremo a brontolare? Quando affrontiamo le nostre paure e vogliamo conoscere il legame con quel potere che è in noi (e che va al di là), impariamo il coraggio.

Il coraggio appartiene a ogni giorni della mia vita, proprio come la mia spiritualità.

PLACEBO - THE CRAWL

Postato da: Aenima1 a 08:50 | link | commenti (35)

lunedì, 28 gennaio 2008
L'uomo E' animale NON bestia

Recuperare gesti animali, per essere più profondamente uomini. Qualcuno usava la parola “animale” come dispregiativo del comportamento umano. Altri considerano l'animale come sinonimo di obbedienza cieca.

L'animale a servizio dell'uomo privo di una sua propria identità. L'animale come eterno servitore, in una scala di valori che ha al vertice l'uomo. L'animale si muove alla stessa stregua delle emozioni primordiali umane, secondo l'essenza umana più profonda.

Essere umano ed Essere animale come identità profonda di emozioni, espresse attraverso la vista, attraverso il suono e attraverso la percezione.

Le stesse modalità con cui l’inconscio umano rappresenta la sua realtà esteriore. Lo stupore emozionale che prova un essere umano davanti ad un opera d’arte è di per sé parte della sua natura animale.

 L’Essere umano attraverso l'occhio, attraverso le sensazioni interiori che la vista ha suscitato, mette in vibrazione come un diapason altri suoi collegamenti inconsci, che suscitano altre immagini, suoni e percezioni. L'Essere animale crea tutto questo prevalentemente a partire dalle proprie percezioni, olfattive, tattili e gustative, ma il procedimento analogico, che si svolge a livello interiore è lo stesso.

E’ la percezione che crea la magia. L’essere umano ritiene che le parole siano sufficienti a racchiudere tutto, a spiegare tutto e a risolvere tutto.

Per capire un altro modo di essere, bisogna, a volte, uscire dal proprio mondo e calarci in quello dell’altro. Forse, su quella finestra, bisognerebbe compiere altri gesti , gesti animali, per recuperare il nostro essere più profondamente uomini.

Radiohead - No Surprises

Postato da: Aenima1 a 15:52 | link | commenti (19)

domenica, 27 gennaio 2008
NESSUNO si merita una PUNIZIONE



A meno che tu non sia stato allevato da lupi
crescendo, nella tua infanzia, è quasi sicuro
che tu abbia sentito più volte rivolgerti frasi tipo:

     • Non farlo
     • Smettila
     • Mettilo giù
     • Tu non mi ascolti mai
     • Non fare quella faccia
     • Non toccare
     • Non dovresti dire certe cose
     • Avresti dovuto saperlo
     • Non imparerai mai
     • Non posso crederci che tu abbia fatto questo
     • Che non ti veda farlo mai più
     • Te l'avevo detto
     • Rovini sempre tutto
     • Ma tu sei pazzo/a
     • Ascoltami almeno una volta nella vita
     • Te lo dico per l'ultima volta
     • Lo sanno tutti
     • Non ribattere
     • Non sei affatto divertente
     • Ma perchè fai così
     • Lo fai apposta
     • Sempre a lamentarti, ma vergognati
     • Non osare guardarmi così
     • Fila in camera tua
     • Mangia, ci sono bambini che muoiono di fame
     • Se piangi ti arriva una sberla
     • Sparisci
     .....
A un certo punto, nel corso del tempo,
il tuo cervello ha pensato che ci fosse
qualcosina che non funzionava in te...

Per forza!!

Se non ci fosse stato niente di sbagliato in te,
gli altri non ti avrebbero trattato così.
Non si sarebbero rivolti a te in quel modo.

  NIENTE DI
TTUTTO QUESTO.

Ti hanno trattato così, semplicemente perchè
a loro volta sono stati trattati anche loro allo
stesso modo e noi tendiamo sempre a insegnare
quello che ci hanno insegnato.

NON ESISTE
nulla di sbagliato in noi.

NON ABBIAMO
difetti insormontabili

NON DOBBIAMO
odiare noi stessi

e soprattutto:



perchè NON ESITE L'ESPIAZIONE
e tutto è frutto di uno

FOTTUTO SENSO
DI COLPA

che ci portiamo nell'inconscio DA SEMPRE,
molto probabilmente da qualche vita precedente...
____________
Ænima 2

Postato da: Aenima2 a 05:58 | link | commenti (71)

sabato, 26 gennaio 2008
Dare

La sfera più importante del dare, tuttavia, non è quella delle cose materiali, ma sta nel regno umano.

Che cosa dà una persona a un'altra? Dà se stessa, ciò che possiede di più prezioso, dà una parte della sua vita.

Ciò non significa necessariamente che essa sacrifichi la sua vita per l'altra, ma che le dà ciò che di più vivo ha in sé; le dà la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, la propria tristezza, tutte le espressioni e manifestazioni di ciò che ha di più vitale.

 In questo dono di se stessa, essa arricchisce l'altra persona, sublima il senso di vivere dell'altro sublimando il proprio. Non dà per ricevere; dare è in se stesso una gioia squisita.

 Ma nel dare non può evitare qualche cosa alla vita dell'altra persona, e colui che riceve si riflette in essa; nel dare con generosità, non può evitare di ricevere ciò che le viene dato di ritorno. Dare significa fare anche dell'altra persona un essere che dà, ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi. Nell'atto di dare qualcosa nasce, e un senso di mutua gratitudine per la vita che è nata in loro unisce entrambe.

Ciò significa che l'eclisse è una forza che produce eclisse.

InterzOne - Wings

Postato da: Aenima1 a 11:12 | link | commenti (23)

venerdì, 25 gennaio 2008
I DONI

Impara a rimanere in contatto con il tuo silenzio interiore e sappi che ogni cosa in questa vita ha uno scopo. Non ci sono errori o coincidenze: ogni evento è una benedizione che ci viene offerta in modo che noi possiamo apprendere da essa.

Non sempre le nostre vite sono tranquille. Molti hanno subito traumi e hanno dovuto lottare duramente. Se ci si trova in un momento difficile, non  è così semplice per nessuno considerarlo un dono.

E tuttavia, a un certo livello, ogni speranza è un'opportunità per imparare.

Se si usa l'energia per criticare e lamentarsi, non si fa altro che cedere al potere di coloro che criticano. Il tempo e l'energia sono invece ben spesi quando ci si ferma per chiederci "Qual è il mio ruolo in questa situazione, e cosa devo imparare da essa?".

Se agiamo in questo modo non critichiamo né noi né gli altri, ma ci apriamo alla possibilità di cogliere gli insegnamenti - grandi o piccoli - che le situazioni ci offrono.

E' in questo processo che noi diventiamo completi.

Non è detto che possa piacere il modo in cui il dono è stato incartato, ma, comunque, è il dono in se stesso che conta veramente.

Postato da: Aenima1 a 17:12 | link | commenti (18)

Linguaggio delle MANI

I gesti

sono parte del linguaggio del corpo l'aspetto piú studiato e conosciuto della comunicazione verbale. Il gesto spontaneo va distinto dai linguaggi gestuali, che sono codificati, come per esempio il linguaggio dei segni.

Nell'uomo, l'attenzione si sofferma sui gesti anche perché sono facilmente osservabili, mentre altri aspetti del linguaggio corporeo sono difficili da cogliere a livello conscio.

LE MANI

Le mani ad esempio durante una conversazione, esprimono lo stato d'animo del soggetto e quindi rivelano qualcosa anche del suo carattere. Il nasconderle, per esempio in tasca, esprime un atteggiamento di riserva o di chiusura.

Le mani spesso toccano altre parti del corpo, non sempre solo per grattarsi in seguito ad uno stimolo. Altre volte le mani si trovano a sfiorare l'interlocutore, o a toccarlo (abbracci, pacche, strette di mano).

Atteggiamenti caratteristici:

Mano ad artiglio

Sfregamento del pollice sull'indice

Mano a gancio

Mano che indica

Mano chiusa intorno al pollice

Mano con punte delle dita unite

Postato da: Aenima1 a 08:45 | link | commenti (24)

giovedì, 24 gennaio 2008
E se solo potessi toccarti ........

 

E W. Goethe disse : Niente

“…quando il “là” diventa il “qui”, tutto è come prima, ci ritroviamo nella nostra miseria di sempre a struggerci…”

e un essere umano, una donna semplice, come TANTE disse :

Una tristezza immensa mi attanaglia, un dolore talmente profondo che si perde negli abissi dello spirito, tanto da renderlo immenso ai miei occhi. Se solo potessi liberarmi il cuore, se solo potessi gridare al mondo la mia immensità. E invece sono qui, sdraiata sul pavimento a guardare il soffitto, bianco.

         

Non ci sono rivoli di pioggia sui vetri, né lampi né tuoni; il sole mi accarezza il viso mentre combatto contro la tormenta dei miei pensieri. Depravazione della sorte? Forse sì, forse no. Bisognerebbe crederci, alla sorte, oppure essere tanto superbi da riuscire perfino ad immaginare di essere considerati dalla natura, ma io ho smesso di credere da tanto tempo.

          

Siamo solo piccoli mostri, dovremmo ricordarcelo più spesso, inutili pedine del gioco del firmamento; dovremmo smetterla per sempre di raccontarci la storia che qualcuno ci guarda, che il mondo sia fatto per noi, che siamo imprescindibili dall’universo. Sembriamo contare qualcosa solo perché siamo crudeli e feroci, perché calpestiamo senza pietà ogni ostacolo, ogni impedimento ai nostri fini.

   

Tutto questo non significa essere importanti, tutto questo significa non importarsene di niente al di fuori di se stessi. Un rumore. Qualcosa è caduto, o forse è solo un’impressione, mentre i pensieri continuano a scorrere e il soffitto rimane sempre lì sopra di me, bianco, illuminato dagli ultimi raggi del sole di settembre, quasi diafano. Non so come, non so perché, ma le meditazioni, i giudizi, le osservazioni, le aspirazioni continuano a scorrere nella mia testa come vagoni di un treno infinito.

   

Quando anche le persone più eclissate, quelle per cui avreste ceduto la vostra vita, mostrano lati che non avreste mai voluto scorgere neanche nel peggiore dei nemici, quando correte dietro a sogni irrealizzabili, quando siete soli, come sono io adesso, e dialogate con voi stessi, non vi chiedete mai perché non trovate, se non la meta, almeno la direzione verso cui i binari della mente vi conducono? Perché quella direzione, quella strada, è il nostro percorso istintivo, il limite di tutti i nostri desideri, al di là del quale esiste solo la piena soddisfazione.

           

Ma se sappiamo inconsciamente dov’è, perché non siamo capaci di raggiungerlo? Perché conosciamo alla perfezione il sentiero, ma non riusciamo ad imboccarlo? I pensieri si fermano, è tardi, devo smettere di riflettere.

         

Troppo spesso questa frase è detta, pensata, immaginata, troppo spesso ci adagiamo, ma adesso è tardi, troppo tardi. Il soffitto non è più bianco, è sceso il buio, la vita mi richiama con insistenza ai suoi automatismi alienanti, ma io non cedo: non smetterò mai di pensare e di chiedermi perché, anche se questo, lentamente, mi consumerà fino alla morte.

e un essere umano, una donna semplice, come ME vi dice:

 

NON SMETTETE MAI DI CREDERE IN QUELLO IN CUI CREDETE

   

 

 

Postato da: Aenima1 a 17:17 | link | commenti (17)