L’orizzonte
Ci sono punti di vista dove
il punto di arrivo
è solo nella nostra vista

O dove il punto di partenza
è solo frutto della nostra fantasia

Ci sono punti di vista
dove l’orizzonte
è tutto ciò che l’essere
non sa vedere

O dove l’orizzonte
è tutto ciò che l’essere
non sa immaginare

I punti di vista sono
quei sottili fili invisibili
che tengono unito il confine
tra mente e cuore
cuore e corpo
corpo e anima


Sei vivo
contro ogni avversione
di quel gelo
che aveva ibernato
ogni tua ragione di vita

La tua luce riflette
ogni spigolo rotondo
di un quadrato a sfera
nella fortuna
di una vita eterna

Celate sono le vaghezze
che fanno parte
della tua mente umana

Disumano sarebbe
non covarne
o cavarne
un sano desiderio recondito

Ammirarti e stimarti
da onore
alla tua rispettabilità

Diventa medico di te stesso
innalza i calici
in segno di sincerità
e vittoria

Fai dei tuoi sbagli
la risposta ai tuoi perché
e non cambiare mai
la tua vita
con la vita altrui
Il non comprendere
per comprendere
porta lontano la tua mente
ti porta in dimensioni sterili
ti porta a deviare
le traiettorie

La speranza
è l’ultima a morire
aiutala a vivere
e tu vivrai


Creatura del fato
Il tuo sguardo
è legato al tempo passato
Odi liriche osi ascoltare
che s’aggrovigliano
nella tua mente
placando quell’anima dispersa
Dove quel vizio
nel tumulto del tifone
ti ha tenuto prigioniero
di paure disumane da spartire
Il tuo istinto animale
non tradisce la tua natura
eccitata e trasudante
che nell’età ha preso velocità

Bello e dannato
I tuoi raggi notturni
bruciano il sole del mattino
su quella bianca e pura carne
che riempie il tuo corpo nudo
Desideri bisogni eguali
che accecano i rimorsi
perduti e perdenti
Sei un angelo
venuto dall’inferno
custodisci il tuo paradiso terrestre
tra sogno e realtà
stanchezza e forza
sorriso e lacrima
Le onde tumultuose
del tuo destino
risalgono e s’infrangono
contro le pareti del cuore
Cenere siamo e cenere diventeremo
nell’attesa del nuovo giorno
migranti come rondini in calore
lacere dal tempo perso

Nelle vie di questo universo
fluttuano e camminano
strani individui
La loro identità è precaria
e poco definibile
tanto meno la loro anima

Sono circondati da reti sottili
si sorreggono
con corde ingarbugliate
La più vera
o forse direi ovvia
dimostrazione quotidiana
è quella di offrire tutto
impulsivamente
puri da ogni elargizione

Invece questi strani individui
si svegliano in un torpore
da intontimento
poco efficace
che distrae
e screzia l’anima
Sbadatamente o attentamente
le loro ferite si espandono
a macchia d’olio
su seta pregiata
venduta a caro prezzo
nei vicoli più ciechi
di questa terra

Quanto è vero
che questo mondo tossisce
intossicato da propellenti gas
inquinanti

Strani individui
che la vita non li scuote
ma li ripercuote
a riparare a settembre
Loro ci sono sempre
senza parole positive
e nel tramonto distillano veleno
e nel silenzio piangono
sognando di accarezzare
l’immenso

Misteri carnali
che si espandono
in sottigliezze organiche
celate da un silenzio bestiale
Gli istanti
che vivono in noi
si piegano
in quei movimenti
avvinghiati del corpo

Effusioni empiriche
che si deformano
scivolando su pellicole
dermoprotettive
contro il ghiaccio e il sole
Latitudine e longitudine
di un eclisse universale
che arde da sempre
nell’anima dei mortali

Proibito
è quel paradiso terrestre
sogno di tutti noi comuni
dimora degli immortali
Dolci sono quegli inganni
puerili di voli proibiti
misteri del cuore e di martiri
che si avvolgono
in fiamme bianche
ancora vergini

Eclissarti è
un'effusione divina


Nasce da semi
gettati da mani
o dispersi dal vento
ma sempre frutto dell’eclisse

Cresce da tra dolci aliti sospinti
e da infastiditi
scossoni giornalieri

Dorme nei secoli
sotto un manto di stelle
come un bambino neonato
che aspetta la poppata

Natura selvatica della vita
vivrai per te stessa
per l’esistenza
e per la morte

In quello che resta
nel porti domande
che mai nessuno ti chiede

Estranea nel nascere comune
in premesse di questa esistenza
frutto della fatalità

Manto naturale
verde speranza
frutto dell’angoscia incerta

Avara antichità
di un dolce stilnovo
primizia acerba
sboccia i tuoi germogli

Natura selvatica della vita
disseta le tue radici
in luoghi sacri
soffocati dall’afa del tempo.

La vigliaccheria dell’individuo
che si fa scudo della propria paura
o del menefreghismo verso l’altro
------------
ooo
o
o
ooo
--------------
La rabbia di perdoni consentiti
ma mai richiesti
come ultima fuga
in quei mondi paralleli
In sintonia di frequenze
di scintillii snodati della psiche
che si proiettano in avanti
e all’indietro
L’oblio che si annida
tra capillari grevi e conturbanti
su cune di sangue
che non può arrestarsi
dal defluire

La nausea del sopravvivere
ti arriva quando
un pugno nello stomaco
aspettato o inatteso
ma non furtivo
e neppure accidentale
si fa gioco di te

E’ l’ultima mia speranza
senza supplica
desiderata
ma condivisa
quella di eclissare ancora
con tutta me stessa

All’egoista
ciò che non gli è gradito
è il proprio udito
che stenta a sentire
quella congrua realtà
in un minimo di ammissione

Le sue radici
non percepiscono
nessun profumo emanato
se non quello
del tipico odore
di sadismo

Non riesce a proiettare
al di là del proprio naso
una dichiarazione d’umiltà

L’egoista
non può riconoscere
i sapori della vita
ingeriti a furia di bocconi
dolci e amari

Ogni azione
la studia a suo favore
elabora con minuziosa strategia
ogni mossa e vendetta

Il suo moto è
IO
e solo IO
prima
IO
e poi
forse gli altri

Ogni senso di piacere
appaga ogni suo orgasmo maligno
con il consenso
complessivamente egoistico

Pezzi di merda schifosi
tutti come bestie
senza limiti, senza vergogna, senza morali alcune.
Uccidono, violentano, picchiano
ardono senza pietà, senza cuore, senza anima.
Ripugno tutto questo e ne ho il VOMITO.
Devono solo provare su se stessi cosa è il dolore inflitto
e anche se non li scalfirà minimamente
ma almeno ripagherà per quello che hanno fatto provare agli altri.
E' accaduto in Francia, due ragazzi (22 anni lei e 17 lui) si sono imbattuti casualmente in un cane che vagabondava per le strade.
E l'idea, improvvisa e terribile, fu quella di bruciarlo vivo... "per divertimento e noia " come hanno essi stessi confessato in seguito.
La ragazza avrebbe tenuto fermo l'animale, mentre il ragazzo lo cospargeva di benzina per poi dargli fuoco.
Le fiamme non lo hanno arso vivo per miracolo.
Il cane, dimenandosi e strusciandosi sul terreno, è riuscito a salvarsi e a scappare ma ha riportato ustioni di terzo grado su metà del corpo e ferite che ancora oggi gli procurano gravi menomazioni e un acuto dolore.
Mambo è ancora convalescente a seguito delle terribili ustioni.
Ma nonostante tutto ce l'ha fatta e non solo è sopravvissuto, ma è anche diventato, lui povero trovatello, un simbolo della lotta alle crudeltà ingiustificate nei confronti degli animali.
E in qualità di vittima, martedì 15 settembre, ha preso fisicamente parte, tra i banchi, al primo processo contro i suoi aguzzini, non "per suscitare emozione" ha dichiarato il procuratore, ma perchè "quello era il suo posto in quanto vittima"
CAZZO MAMBO TIENI DURO E LOTTA
PUOI FARCELA!
La donna
riesce a scaldare
ogni zona buia dell’universo
Riesce a sgolarsi nel silenzio
con un orgasmo che disseta
ogni formazione anatomica
in pieno mutamento
Può toccare la luna con un dito
dopo che quel dito
ha toccato lo spazio temporale
tra il sacro e il profano
Riesce ad ululare
il cantico dei cantici
di un animale
dannatamente selvaggio
Quando una donna
fa di questo eclisse
una vita di libidine
Allora i mattini d’inverno
e le sere d’estate
si dissetano di un’ambrosia divina
La donna ha la forza incarnata
niente la ferma
sa cogliere pietre disseminate
trasformandole in diamanti puri
Quando una donna
è donna
non esistono perché
forse
o se mai
ma solo passione palpitante
che richiama ogni forma naturale
stordita da scie di odori eccitanti