
Dentro di noi
ai nostri pensieri
al nostro cuore
alla nostra anima
Deve esserci spazio
per tutti
anche per loro
Possono mancare
i soldi
il lavoro
il cibo
un letto
e la salute
Ma la dignità
non deve mai mancare
fino all’ultimo respiro
del respiro di ogni destino
Non è retorica
né falsità
non è virtualità
ma tangibilità
I loro occhi
stanno intersecando i tuoi
con eloquenza
Leggi cosa hanno da dirti
e comprenderai
che c’è spazio per tutti
Meritevole sarebbe
un augurio sincero
di Buon Natale
a tutte le anime
sottoforma di ogni forma
purchè vera
ma non solo a Natale
Io sono con voi Anime

Dicembre
è un’ampolla distillata
di profumi del passato
che appagano
le mie memorie
in gocce calibrate
Muschio
pini
terra
pandori
e neve
ma non solo
Dicembre
è una dispensa di sapori
misurati
e selettivi

Profumi
e sapori
si mescolano
nell’attesa dell’evento
Affollano case
e tavole
di chi può godere
di questi momenti intimi
graffiati alla quotidianità
Di chi non può godere
e dei sogni
ne fa un regalo
senza prezzo

Atmosfere stregate
prima che l’anno scivoli via
nell’archivio della vita
Ogni cuore
ogni anima
ogni testa
si lasciano trasportare
nell’incarnazione
del momento
prima di tornare
alla solita vita

Noi invecchiamo
e il nuovo anno
invecchia con noi
Ma il profumo
ed il sapore di Natale
torneranno puntuali
in esclusiva per i neonati
che intrepidi aspetteranno
l’arrivo di un vecchio
con la sua solita slitta
la sua solita renna
la sua solita barba biancastra
la sua solita panciona
le sue solite rughe
ed il suo solito sacco
colmo di sorprese imprevedibili
Buon Natale
a tutte le anime
dell'universo.


Abbiamo attraversato
un mare di fango
ma non siamo mai affogati
perché
Quando le tue gambe sono stanche
io cammino per te
Quando le tue braccia cedono
io le alzo per te
Quando nessuno ti aspetta
io sono li per te
Se l’anima è giù
smarrita in anfratti plumbei
sappi che il mio cuore
batte per te
Se il vuoto non può colmare
la stanza del pensiero
io lesta la colmo
per te
Posso essere il sole
che squarcia il momento scuro
per chiarire ogni cupa confusione
Nella fiducia puoi riporre
ogni grande tenerezza
che soffia dal respiro
di un petto indomato
Se le pene
attanagliano la tua esistenza
con premura chiamami al tuo fianco
e ti porgerò
il mio umile sostegno
La vita diventa vita
quando risali il fiume di fango .....


L’eclisse sensato e sentito
non è nella febbre dei sensi
che si logorano e si consumano

Non è nel possesso del corpo

Ma nella passione completa
di tutto il proprio soffio vitale

Nel sacrificio
di tutto il proprio essere
Nell’annientamento
di tutto se stesso egoista
in favore anche dell’altro
Ed è così
che in questo eclisse
vi è uno che eclissa di più
e l'altro che si lascia eclissare

Ma vi è sempre uno dei due
che eclissa meglio
e dona tanto intorno a sé
Che anche l'altro
a poco a poco
è attratto da questo eclisse
nel quale vi è certamente il riflesso
di un’umanità migliore
solo chi non comprende
è veramente cieco
anche se passa
per le vie del mondo
con occhi ben aperti


Nella donna ben spesso c’è un’anima
che affiora all’esistenza terrena
satura di luminosità d’eclisse
Che deve costituire l’atmosfera
di un piano superiore
a quello dove gli uomini
muovono i loro passi
Poiché essa eclissa sempre
oltre gli orizzonti maschili
la donna è più vicina dell’uomo
al suo destino

Essa lo intuisce
con maggior rapidità
e lo identifica
tra mille altri

Lo sigilla del suo possesso
con una logica che è
più facilmente istinto
E’ nel silenzio che
guardandosi negli occhi
a volte sino ad un pianto
di dolcezza infinita
sembrano scrutare gli orizzonti
dove forse
si sono già incontrati un giorno

Chissà dove
chissà come
chissà quando

Se lo sguardo dell’uomo
serba ancora qualche bagliore
di desiderio carnale
lo sguardo della donna
è già composto
di una dedizione spirituale

E molto prima di dare il suo corpo
ha già donato l’anima
perché la donna è questa
e non quella che cerca il proprio destino.

Tu che puoi
fallo
Tu che puoi respirare
l’aria del mio cuore
fallo

Tu che puoi filtrare
il respiro dei miei polmoni
fallo

Tu che puoi addormentarti
nei sorrisi caldi
di sogni ambiti
fallo

Tu che puoi distillare
le rugiade di lacrime vere
su colline di guance vergognose
fallo
Tu che puoi esser
borioso di te stesso
consapevolmente dotto e innato
nella tua vera vena artistica
fallo

Tu che puoi viaggiare
tra gemme folate
di baci e abbracci
parole e pensieri
mesci ogni aspetto della vita

Tu che puoi
fallo


Alleviare il dolore altrui
con parte di me stessa
donando parte del mio cuore
lo farei a pezzettini

Se questo intrinseco
e personale gesto
riuscisse a sfaldare
quelle particelle di veleno
che bruciano la carne
anche del mio cuore
lo farei senza sosta

Un gesto così istintivo
per far rivivere altri muscoli cardiaci
che non riescono più a vivere
ma che hanno diritto di vivere

Come posso smettere di eclissare
e di aiutare chi soffre
della sofferenza involontaria
….. non potrei mai

Se solo potessi
resterei immobile ad osservare
maree di sangue filtrate
che navigano
verso una tappa fondamentale
senza timore di annegare
immergendone a fondo
le mani
che rimangano sulle dita
senza asciugarsi né dissolversi
nell’aria contaminata

Se solo potessi
far ardere il mio sentire
conquistato e desiderato
dalla nascita
per scaldare lo spirito altrui
allora …… lo farei


Maestosa è la natura
dove scopriamo di essere forti
usando noi stessi
anche dopo morti

Nella nostra forza
noi ci sentiamo vulnerabili
quando la lotta
ha solo un vincitore

Mentre nella tua idillica
di magnanimità viviamo
e ogni tocco
diventa scoperta
tra soavità e potenza
tra lotta e veemenza

Tutto di te
ha saputo portare
fino ai giorni nostri

Ad ogni sera
la tua bontà calante
è sopravvissuta
ad ogni risveglio

Nella lotta
talvolta ci sentiamo immortali
e ti adoriamo
a tal punto di sbagliare
nel possederti
come unico mezzo di trasporto
perché
tu non sei un possesso
ma un dono

La terra ha tremato
portando via con sé tutto
ma a qualcuno hai concesso
di vivere ancora
ricominciando a ricostruire
con te un eclisse

Che senza di te
nell'assenza del tuo eclisse
non siamo niente
se non soltanto polvere
o ossa spezzate


Ho sentito
Tanto
Ho sentito che
niente può esistere
se nulla si fa
per sentire il significato
che si porta dentro

Ho sentito che
niente si adatta a sopportare
quando un cuore è bugiardo
se la certezza di aver mancato
continua a prendere appuntamento
con fantasmi passeggeri

Ho sentito che
la felicità esiste
e serenamente allontana
quelle delusioni avute
ora scaraventate via
senza patimenti
ma soprattutto pentimenti
in un limbo di un tormento passato

Ho sentito
un dolce battito di ali
quando le sue ali
hanno coperto il mio corpo
in un volo interiore
tra due corpi ed un’anima sola

Ho sentito che
la paura di rimpianti e rimorsi
non può più passare il tempo
a cercare lidi dove le destinazioni
portavano ad attraccare
per colpa d’infinite mareggiate

Ho sentito che
il tempo aiuta
a rimarginare le ferite dei ricordi
e che l’eclisse conosce solo
le nostre lingue
di un linguaggio fisiologico

C’è un parco incantato
dove l’ultima volta ho baciato
nella voglia sfrenata
del ritorno immediato
dove i miei occhi hanno voluto
eclissarti senza paura di soffrire

Questo ho sentito


Quell’eclisse sempre presente
tra l’inconscio
e la mente
Quando la natura
fa il suo corso
tra un battito di ali
e uno del cuore
Quando si sorride
chiedendosi il perché
di questo incanto
che osserva
ciò che madre natura
ha voluto
La domanda presume
una risposta
ma i questionari
s’innalzano incerti
e senza fondamenta

Guardano con la lente
gli occhi degli esseri viventi
che percepiscono soltanto bellezza
io eclisso
Ovunque il mio sguardo si posa
sia di notte che di giorno
tranne per la violenza
l'ingiustizia
e il patimento
Si è nutriti della linfa
quando si vuol bene
a cuore aperto
a bambini
donne
uomini
vecchi
alla natura
e agli animali
Non importa se nascituri
semplici
pazzi artisti
scienziati
nani
idioti
deformi
o morenti

E' la presenza
a rallegrare lo spirito
qualora ci si trovi
nell'acqua o sull'erba
tra alberi
cespugli e fiori
o circondati da animali
pesci e mammiferi
uccelli e rettili
o insetti
Radica in te
la gioia che si prova
dinanzi alle nuvole
il mare e i monti
la pioggia e la neve
il vento o il tuono
l'alba ed il tramonto
Ancora tutto è
con lo sgorgare di lacrime vere
davanti alle sofferenze
dei propri simili

Chi può dubitare
chi spinge alla compassione
quando qualsiasi essere vivente
di dolore grida
Non è la luce del cielo
l'unica a poter chiarire
le ombre e i dubbi
di ciascuna mente concreta
che con il suo splendore
illumina ogni verità
La dimensione
dimora dove spesso
soccombe il male
ma dove l’eclisse
sconfigge i conflitti
che hanno un loro fine.