
Dicembre
è un’ampolla distillata
di profumi del passato
che appagano
le mie memorie
in gocce calibrate
Muschio
pini
terra
pandori
e neve
ma non solo
Dicembre
è una dispensa di sapori
misurati
e selettivi

Profumi
e sapori
si mescolano
nell’attesa dell’evento
Affollano case
e tavole
di chi può godere
di questi momenti intimi
graffiati alla quotidianità
Di chi non può godere
e dei sogni
ne fa un regalo
senza prezzo

Atmosfere stregate
prima che l’anno scivoli via
nell’archivio della vita
Ogni cuore
ogni anima
ogni testa
si lasciano trasportare
nell’incarnazione
del momento
prima di tornare
alla solita vita

Noi invecchiamo
e il nuovo anno
invecchia con noi
Ma il profumo
ed il sapore di Natale
torneranno puntuali
in esclusiva per i neonati
che intrepidi aspetteranno
l’arrivo di un vecchio
con la sua solita slitta
la sua solita renna
la sua solita barba biancastra
la sua solita panciona
le sue solite rughe
ed il suo solito sacco
colmo di sorprese imprevedibili
Buon Natale
a tutte le anime
dell'universo.


Che indisciplinate
hanno reazioni così lucide
verso l’odio di se stesse

Come esseri umani
bruciano attraverso fiamme
irritanti e costantemente bulicanti
Eppure sono così speciose
e accattivanti
morbosamente vaganti
tra corpi eretti nell’oblio
e così convenzionalmente mortali

Sono ceneri fredde
le proprie ceneri fredde
che lasciano basiti
i comuni esseri umani
corruscati da pseudo pensieri innocenti
fomentati dagli orrori
che propugnano all’inverosimile

Dubbiose diventano
le presunzioni di anime umane
circa le consapevoli circostanze
di una vanagloria di eroismo
per Sante e Profane cause morali
Che spingono l’umanità
nel tentativo di evolversi
in errori antropici
nonché impietosi

Le presunzioni
di anime umane
che proseguono in oblique
compostezze
indisciplinate
ma soprattutto dribblate
danno un senso sano
su tutte le teste bacate
di questo mondo.

Esce dalla folla delle comparse
e sceglie un’anima
per darle un posto
di protagonista

Allora che i lumi
siano accesi o spenti
poco importa
perché sapendo
che sarà la sola spettatrice
e attrice
essa accetta e continua in silenzio
con il suo destino
senza voci e senza echi

Sono i destini delle comparse orfane
d’eclisse e di gioia
e l’unico loro conforto
è di consolare
senza saper sorridere

Queste anime non parlano mai
della verità racchiusa
nella tomba del loro cuore

Ma se ne vanno
per le vie della vita
drappeggiate in un austero silenzio
che le eleva a dignità di simboli

Inchiniamoci
quando le vediamo passare

Ogni destino è un filo
ogni filo da molti punti
e tutti i punti
lasciano un segno

Ma solo domani
sapremo il valore del ricamo

Impariamo da queste anime
a lavorare in silenzio.


Ode a quel dolore
che si nutre
della forza dell’eclisse

Che germoglia
nella paura di non farcela

Ma che invece presenzia
tra il silenzio
e il buio

Come un raggio di sole
che illumina la strada svanita

Che scalda il cuore
di quell’innocente
preda del proprio cacciatore
il dolore.


Ci sono prose o dialetti
canti o gorgheggi
che non hanno vergogna
di svelare
il silenzio degli innocenti

Echeggiano in filantropiche fusioni
di empatie goliardiche
che tendono ad avvalersi
della facoltà di non rispondere
Tra mura senza fondamenta
di chi pensa di non avere niente
e invece dentro di se
possiede tutto

Gli inni esistenziali
navigano senza remi
in mari senza destinazione
scivolano in porti
senza attraccare
evitando cappi al collo

Sono onde
che cercano la riva
e mentre il vento cala
le strade s’infiammano
e piangono la vita

La vita s’intreccia con la morte
tra braccia e mani
che hanno condotto l’anima
a pensieri più elevati
e servili
di una misera ricompensa terrena

Gli inni esistenziali
conoscono il segreto dell’eternità
dove l’infinito sfiora
l’attimo che resterà impresso
nella memoria del mondo
nella conoscenza degli esseri
nel futuro di un’umanità spaventata
e tormentata
Le sensazioni provate
scolpiscono l’inno degl’immortali
quelli senza vergogne immorali
sotto forma di inni esistenziali.


Le vie sono impervie
quando gli ostacoli
inducono ad una resa dei passi
Imprecano di sostare
finché la vista
possa riacquistare
quel delizioso scoprire
ancora un tenue bagliore

Le gambe sostengono
corpi mezzi solidi
e mezzi liquidi
orami così grevi nel loro
Dolce Stil Novo oscillante

Sono passi che scivolano
sotto una marea
di occhi distratti
indaffarati a vedere
quello che non possono vedere

Solo l’angelo
è libero di volare e vedere
spiando curioso
tra un’anima e l’altra
senza timore di esser visto

Gli occhi fissano
un miraggio
una parvenza irraggiungibile
se non a tentoni
in zone semibuie
ed insicure

Delirio e miraggio
così patetico ed inutile
per chi fa della sua età
un mezzo per poter camminare
senza aver imparato
a stare in piedi


A pieni polmoni
inspiro profumi di passione
espiro tossine di dolenza

Lascio che i miei pensieri
e sogni
si distendano accanto a me
e li lascio soli a raccontare
la loro storia
prima di addormentarmi

Serenamente
vivo di sogni terreni
e lascio che i castelli incantanti
brillino altrove
mentre le mie mani
morbide e sensuali
vibrano sulla pelle eccitata

Pensieri e sogni
sono come giochi mai uguali

Ogni volta
c’è un po’ di ardito susseguirsi
di spinte sfrenate
e impavide voglie
di osar
sempre di più
E sapendo di condurmi
tanto in alto
oltre la stratosfera del banale
li lascio osare

Mi chiedo a cosa penso
mentre i miei pensieri e sogni
come dita palpano
zone limitrofe e illibate

Il mio eclisse
sincero e delicato
mi avvolge nel tepore sublime
pronto ad infiammarmi

Son pazza di me stessa
nel mio silenzio
discreto ed onesto
a pezzi eclisso me stessa
per eclissar la mia vita
e altrui

Il ponte che attraverso ogni giorno
è quello che mi porta al cospetto
dei miei sensi incarnati
tra il mio corpo e il mio spirito

Attraverso curve
sorpasso dossi
raggiungo istintivamente
rette vie
che mi conducono
alla porta del cuore

I miei occhi vedono
il mio olfatto
ricorda il profumo dei fiori
di un corpo eternamente sacro
inerte su questa terra
fluttuante nel paradiso terrestre

Attraverso il ponte dei sospiri
perché so che petali di velluto
si lasciano accarezzare
e portar via da soffi lievi
di una voce che lega anima e corpo
all’esistenza stessa
che s’innalza all’empireo

La mia bocca si ferma
sui sapori dischiusi della pelle dolciastra
per placare i sentimenti amari
prima di quell’incontestabile
celestiale appuntamento

Labbra oltre la carne
oltre quell'infinito abbraccio
su un calmo respiro
che nutre le stagioni della vita
socchiuse nel vivere dell’eclisse totale

Cammino sul ponte dei sospiri
attimi che inseguono la mia vita
e tra un passo e l'altro
vivo

Ci sono nascondigli segreti
abbagliati da luci taglienti
sulla pelle viva

Sono sfumature
di fortunati
amplessi riflessi

Desideri nascosti
che fanno parte
della mente umana

Nascondigli nascosti
maledetti e benedetti
imprecati e battezzati
dagli umani
così tanto distratti

Ci sono posti segreti
dove poter nascondere
la paura di parlare
che si lasciano coccolare
dal silenzio pacato.

Osservo corpi onirici
da profonde trasparenze
in un turbine di sensi

Danzano in spirali ipnotiche
in sinapsi cocenti

Superbo è quell’incantesimo
di ammirazioni riflesse
in quello che si era
e che più mai sarà

Libera di ogni dispensa
la mia anima vola
come una scheggia passante
che non teme le notti calde
di un deserto infuocato
dallo spirito

Sfavillanti e microscopici cristalli
custodiscono il nulla di tutto
attraverso sentieri di algide solitudini
che irradiano lo sguardo folgorante
di stolti sordi e ciechi

Eterno è il divenire
che inesorabilmente danza
in ossessive ed intriganti danze
di piedi nudi eccitati
